Il profilo ufficiale in lingua inglese di Pokémon su X è stato violato il 27 agosto e utilizzato per pubblicizzare una memecoin presentata falsamente come un progetto autorizzato per il trentesimo anniversario del franchise. Il contenuto, rimasto online per un breve periodo, invitava gli utenti a interessarsi al token e riportava un indirizzo di contratto, sfruttando il nome, la riconoscibilità e l’identità visiva del marchio. The Pokémon Company è riuscita a riprendere il controllo dell’account dopo circa trenta minuti e ha eliminato i messaggi non autorizzati.
In una comunicazione pubblicata dopo il recupero del profilo, la società ha confermato che l’account era stato raggiunto senza autorizzazione e che i contenuti dedicati alla criptovaluta non erano stati creati né approvati da Pokémon. The Pokémon Company ha inoltre dichiarato di avere messo in sicurezza il canale e avviato un’indagine sull’incidente, scusandosi per la confusione generata. Anche questo avviso è stato successivamente rimosso da X e, al momento, non sono stati diffusi ulteriori aggiornamenti sull’origine della violazione o sull’identità dei responsabili.
Un falso annuncio costruito sul trentennale
Il messaggio fraudolento cercava di apparire credibile collegando il presunto lancio della memecoin alle celebrazioni per i trent’anni della saga, iniziate nel 1996 con la pubblicazione giapponese dei primi videogiochi. Si trattava quindi di un riferimento a un anniversario reale e già accompagnato da numerose campagne ufficiali, tra cui la creazione di 1.025 loghi dedicati alle creature della serie. L’uso di questo contesto ha permesso al falso annuncio di inserirsi in un flusso di comunicazioni celebrative già familiare agli appassionati.
La provenienza del post da un profilo ufficiale rendeva inoltre il contenuto potenzialmente più credibile di una comune pubblicità sospetta. Non sono tuttavia disponibili informazioni sul numero di utenti che potrebbero avere seguito le indicazioni contenute nel messaggio, né su eventuali transazioni effettuate durante la compromissione. La smentita di The Pokémon Company stabilisce in ogni caso che la memecoin non aveva alcun legame autorizzato con il franchise. Non sono stati comunicati neppure il metodo impiegato per ottenere l’accesso all’account o le misure di sicurezza adottate dopo l’incidente.
Le battute sul Team Rocket e l’evento di Shibuya
La violazione è avvenuta mentre a Tokyo era in corso Team Rocket Base, un’iniziativa temporanea ospitata dal 25 al 31 agosto presso ZeroBase Shibuya. Per l’occasione, l’edificio era stato trasformato in un quartier generale della celebre organizzazione criminale della saga, con la grande “R” applicata alla facciata, ambienti tematici e membri del Team Rocket collocati all’esterno della struttura. La coincidenza ha immediatamente alimentato le battute degli appassionati, che sui social hanno attribuito scherzosamente proprio al gruppo di antagonisti il controllo illecito dell’account.
L’allestimento di Shibuya non aveva però alcun rapporto con la memecoin o con la violazione del profilo. Si trattava di una regolare operazione promozionale inserita nella crescente presenza fisica del marchio in Giappone, rafforzata nel 2026 anche dall’apertura di PokéPark Kanto, il parco permanente dedicato ai Pokémon. Il temporaneo “assalto” del Team Rocket alla città e l’incidente informatico si sono dunque sovrapposti soltanto sul calendario: un’accostamento ironico per i fan, ma due avvenimenti completamente distinti.
Fonti consultate: Anime News Network.














