Pool Cleaning Simulator appartiene a quella categoria di giochi capaci di prendere una vacanza da catalogo e consegnarla al giocatore dopo il passaggio di una comitiva, tre temporali e un allevamento clandestino di paperelle di gomma. Sviluppato da Rubens Games e FreeMind S.A. e pubblicato da FreeMind S.A. e PlayWay S.A., il simulatore di pulizia è disponibile su PlayStation 5 e PC tramite Steam, dove aveva già debuttato nel 2024. Per questa prova abbiamo indossato guanti virtuali su PS5, scoprendo che il bordo piscina è rilassante soprattutto quando qualcun altro si occupa delle foglie, dei filtri e di quella sostanza verde sul fondo che il proprietario continua a definire “un po’ di sporco”.
Il protagonista eredita dallo zio un’attività specializzata nella manutenzione delle piscine, insieme a un furgone pieno di attrezzi e a una clientela che considera duecento anatre galleggianti un problema perfettamente normale. La parentela con PowerWash Simulator viene dichiarata senza timidezze, ma il lavoro non si esaurisce nel dirigere un getto d’acqua contro superfici annerite. Occorre raccogliere rifiuti, svuotare vasche, cambiare filtri, distribuire prodotti chimici, aspirare il fondale e recuperare oggetti disseminati nei giardini. Questa maggiore varietà dà alla routine una forma più concreta e talvolta persino buffa, pur introducendo passaggi che avrebbero meritato tempi più brevi e strumenti meno capricciosi.

Il paradiso estivo apre alle otto
La pulizia a pressione costituisce la parte più riuscita. Si impugna l’idropulitrice, si sceglie l’ugello e si segue la macchia finché un segnale sonoro certifica che un’altra porzione di degrado ha abbandonato il quartiere. Il gesto conserva quel piacere elementare legato al prima e al dopo, sostenuto da percentuali chiare e dalla possibilità di evidenziare le aree ancora sporche. Reti, spugne e aspiratore subacqueo ampliano il repertorio, mentre il tablet raccoglie incarichi, indicazioni del cliente e lista dell’equipaggiamento necessario. Quando tutte queste componenti si incastrano, Pool Cleaning Simulator costruisce un flusso tranquillo nel quale ogni operazione prepara la successiva e la piscina torna lentamente a somigliare a un luogo in cui entrare senza firmare una liberatoria.
La ricerca del realismo allunga però gesti che avrebbero potuto restare semplici. Per riempire il serbatoio bisogna posare l’idropulitrice, staccare il contenitore, raggiungere il rubinetto, attendere, rimontarlo e riprendere l’attrezzo: una piccola procedura che alla decima ripetizione assume il tono di una pratica comunale. Anche il limite iniziale di due strumenti costringe a frequenti viaggi verso il furgone, almeno finché abiti e potenziamenti non migliorano la capacità di trasporto. La simulazione guadagna così concretezza, ma perde scorrevolezza proprio nelle fasi in cui si desidererebbe continuare a pulire senza interrompere il ritmo per eseguire la manutenzione della manutenzione.

Duecento paperelle e nessun bagnino
Gli incarichi cercano di distinguersi attraverso clienti ricorrenti, messaggi stravaganti e obiettivi secondari. C’è chi nasconde oggetti nella proprietà, chi lascia tracce sospette attorno alla vasca e chi trasforma le paperelle di gomma in una forma di arredamento aggressivo. Alcune richieste obbligano a osservare l’ambiente e a leggere con attenzione le informazioni sul tablet: il secchio acquistato prima della missione, per esempio, può risparmiare un’eternità quando arriva il momento di smistare i giocattoli colorati. Il gioco non spiega sempre il procedimento in modo diretto, preferendo lasciare un piccolo margine d’intuizione. Una scelta apprezzabile quando produce la soddisfazione della soluzione, meno quando l’oggetto utile si confonde tra attrezzature dalla funzione non immediata.
Completare i lavori porta denaro e reputazione, sbloccando clienti, ugelli più efficienti, serbatoi capienti, prodotti di consumo e indumenti dotati di vantaggi pratici. La crescita dell’attività offre una motivazione costante e consente di tornare sugli incarichi precedenti con mezzi migliori, ma non elimina le sezioni più faticose. Pulire il fondo della piscina con l’aspiratore può diventare interminabile, soprattutto quando lo sporco è poco visibile e il sistema di evidenziazione usa una tonalità troppo debole. La torcia ultravioletta aiuta, così come gli strumenti avanzati, tuttavia la sensazione di avanzamento rallenta proprio nell’area che dovrebbe rappresentare il gran finale del lavoro. Dopo venti minuti sul fondale, persino il cloro sembra guardare l’orologio.

Acqua torbida anche su PS5
La versione PlayStation 5 svolge il proprio compito senza valorizzare davvero la piattaforma. Modelli, vegetazione, acqua e superfici mantengono un aspetto modesto, con ambienti che raramente restituiscono la brillantezza promessa dalla trasformazione. Il risultato finale è più ordinato, certo, ma manca spesso quel colpo d’occhio capace di ripagare una lunga sessione di lavaggio. Anche la fluidità non resta sempre impeccabile e gli spostamenti possono risultare poco armoniosi, specialmente tra impalcature, bordi stretti e oggetti accumulati. La fisica aggiunge ulteriori incidenti: attrezzi che si incastrano, elementi trasportati che urtano lo scenario e scale affrontate con la grazia di chi indossa infradito bagnate.
Il comparto sonoro lavora meglio, affidandosi al getto dell’acqua, allo sfregamento degli strumenti e ai segnali di completamento per costruire una cadenza rilassante. Il meteo variabile modifica luce e atmosfera, ma incide poco sul modo di affrontare gli incarichi, rimanendo soprattutto una cornice. La varietà delle proprietà attenua la ripetizione e i clienti eccentrici aggiungono un umorismo bizzarro che distingue il gioco dalla pura imitazione; ciò non impedisce a piscine e mansioni di ricomparire con strutture molto simili. La personalizzazione dell’ufficio e gli acquisti ampliano il contorno, senza compensare del tutto una rifinitura tecnica inferiore alle aspettative per un’uscita PS5.
Pool Cleaning Simulator diverte quando lascia lavorare senza ostacoli: rifiuti rimossi, pareti che cambiano colore, filtri sostituiti e vasche restituite a una forma di dignità balneare compongono una routine capace di rilassare. Il progetto possiede più varietà di quanto suggerisca il titolo, ma disperde parte del piacere in rifornimenti lenti, fisica instabile, ricerca di oggetti e fondali che sembrano estendersi fino al centro della Terra. Il confronto con PowerWash Simulator resta inevitabile e poco favorevole sul piano della precisione, del ritmo e della resa visiva. Chi ama i simulatori di lavori quotidiani può comunque trovare diverse ore piacevoli; chi cerca una pulizia fluida e ipnotica rischia di desiderare una pausa prima ancora che il bagnino apra l’ombrellone.













