Una tranquilla attività di pesca delle perle può prendere una piega piuttosto movimentata quando sul fondale iniziano a comparire mostri marini e alleati di dubbia affidabilità. Port of Jumanah è disponibile su PlayStation 5 e PC tramite Steam ed Epic Games Store, con Red Dunes Games e Agate allo sviluppo e Red Dunes Games alla pubblicazione. Il lancio è accompagnato da un nuovo trailer che riassume le spedizioni subacquee, le creature incontrate durante le immersioni e la progressiva trasformazione del porto di Jumanah.
Al centro dell’avventura c’è Mansour, pescatore di perle chiamato a lasciare la relativa sicurezza della costa per affrontare acque decisamente meno ospitali. Il progetto prende spunto dalla tradizione della pesca delle perle della regione araba, ma evita un approccio storico rigoroso per mescolarla con fantasia, umorismo e situazioni volutamente improbabili. È un’identità che distingue il gioco anche da altri roguelite ambientati sotto la superficie del mare, dando alle immersioni una cornice culturale precisa senza rinunciare a mostri, tesori e personaggi sopra le righe.
Ogni discesa negli abissi cambia la spedizione
La struttura di Port of Jumanah segue il ciclo tipico del roguelite: Mansour si immerge, affronta creature marine, recupera risorse e cerca nuovi strumenti con cui rendere più efficace la spedizione successiva. Equipaggiamento e potenziamenti possono essere combinati in configurazioni differenti, mentre l’aumento della difficoltà impone di adattare progressivamente l’approccio agli incontri. Gli oceani attraversati propongono ambientazioni e specie differenti, con tesori da scoprire e situazioni che possono cambiare il corso di una singola discesa.
L’esplorazione non è però confinata alle profondità. Durante i viaggi è possibile incontrare e reclutare nuovi alleati da portare a bordo, ampliando le possibilità dell’equipaggio e introducendo ulteriori variabili nelle spedizioni. Anche un gatto può finire sulla nave, particolare che chiarisce bene il registro scelto dagli autori: il pericolo rimane parte integrante dell’esperienza, ma viene costantemente accompagnato da personaggi eccentrici e da un umorismo che evita di trasformare l’avventura marittima in una storia troppo solenne.
Jumanah cresce con ciò che riemerge dal mare
Quanto recuperato durante le immersioni assume importanza anche una volta tornati sulla terraferma. Risorse e personaggi contribuiscono infatti alla ricostruzione del porto di Jumanah, aprendo nuove opportunità per le spedizioni successive e creando un legame diretto tra esplorazione e sviluppo della base. Il porto diventa così la testimonianza concreta dei progressi compiuti: più Mansour riesce a riportare a casa, maggiori diventano le possibilità disponibili prima di affrontare nuovamente gli abissi.
Il debutto precede inoltre di pochi giorni il Tokyo Game Show 2026, in programma dal 17 al 21 settembre al Makuhari Messe, dove il titolo farà parte della selezione presentata da Red Dunes Games. Port of Jumanah arriva quindi alla versione completa conservando una combinazione piuttosto riconoscibile: struttura roguelite, progressione dell’equipaggiamento e fondali mutevoli convivono con riferimenti alla tradizione della pesca delle perle e con un equipaggio che sembra destinato a rendere ogni viaggio più imprevedibile del precedente.








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