Il cinema torna a varcare le porte dell’incubo biologico di Resident Evil con il teaser trailer del nuovo reboot live action diffuso da Sony Pictures Entertainment. Il film, basato sulla storica serie survival horror di Capcom, arriverà nelle sale il 18 settembre e sarà diretto da Zach Cregger, autore di Barbarian e Weapons. Dopo varie incarnazioni cinematografiche, il progetto sembra voler riportare il franchise verso una dimensione più cupa, tesa e fedele allo spirito dei primi capitoli videoludici.
Il cast comprende Austin Abrams nel ruolo di Bryan, affiancato da Zach Cherry, Kali Reis e Paul Walter Hauser. La sceneggiatura è firmata dallo stesso Cregger insieme a Shay Hatten, già coinvolto in John Wick: Chapter 4 e Army of the Dead, mentre la produzione riunisce Constantin Film e PlayStation Productions. Il nuovo film arriva in un momento in cui Resident Evil continua a muoversi con forza tra videogiochi, cinema e animazione, confermandosi uno dei marchi horror più riconoscibili dell’intrattenimento contemporaneo.
Un nuovo film per ritrovare la tensione survival horror
Secondo le prime indicazioni, il reboot diretto da Zach Cregger punterà a riportare Resident Evil verso le sue radici horror, allontanandosi almeno in parte dalle derive più apertamente action che hanno segnato alcune produzioni precedenti. È un passaggio importante, perché la forza originaria della saga non nasceva soltanto da mostri e mutazioni, ma da un equilibrio preciso tra isolamento, risorse limitate, ambienti opprimenti e minaccia biologica in continua espansione.
Il coinvolgimento di Cregger suggerisce una particolare attenzione alla costruzione della tensione e alla gestione degli spazi, due elementi fondamentali per un adattamento che voglia recuperare il senso di vulnerabilità dei primi giochi. In questa direzione, il teaser non appare soltanto come un primo assaggio promozionale, ma come il segnale di un possibile cambio di passo: meno enfasi sulla spettacolarità pura, più spazio all’atmosfera, al mistero e alla paura che cresce lentamente dietro ogni porta chiusa.
Da Raccoon City al nuovo reboot
Il nuovo film si inserisce in una storia cinematografica lunga e discontinua. I primi sei live action di Resident Evil, usciti tra il 2002 e il 2017, hanno avuto Milla Jovovich come volto principale e hanno costruito una continuità molto autonoma rispetto ai videogiochi. Nel 2021 è poi arrivato Resident Evil: Welcome To Raccoon City, diretto da Johannes Roberts, che aveva provato a riaprire i giochi per una nuova generazione di spettatori con un ritorno dichiarato alle origini del franchise.
In quel film, Raccoon City veniva raccontata come una città morente del Midwest, un tempo sede del colosso farmaceutico Umbrella Corporation e ormai ridotta a una landa desolata dopo l’esodo della compagnia. Sotto la superficie, però, continuava a nascondersi un male pronto a esplodere, costringendo un gruppo di sopravvissuti a collaborare per scoprire la verità sulla Umbrella e restare in vita. Il nuovo reboot dovrà ora confrontarsi anche con quell’eredità recente, cercando una propria identità e un rapporto più solido con l’immaginario survival horror.
Sul fronte animato, la saga ha continuato a espandersi con Resident Evil: Death Island, conosciuto in Giappone come Biohazard: Death Island, mentre il videogioco originale del 1996 è stato inserito nella Video Game Hall of Fame nel 2024. Anche il versante videoludico resta centrale, con Resident Evil Requiem capace di superare rapidamente i sei milioni di copie vendute. Il nuovo film diretto da Cregger arriva quindi in una fase di forte vitalità per il marchio, con l’occasione di riportare al cinema quella paura più essenziale, claustrofobica e biologica che ha reso immortale il nome Resident Evil.
Fonti consultate: AnimeNewsNetwork.












