Non tutti i survival devono iniziare con una minaccia alle spalle e finire con una base sotto assedio. Solarpunk, nuovo titolo sviluppato dal piccolo team tedesco Cyberwave e pubblicato da rokaplay, sceglie una strada diversa: quella di un’avventura di sopravvivenza creativa, pacifica e cooperativa, ambientata in un mondo di isole sospese sopra le nuvole. Il gioco è disponibile su PC tramite Steam, Epic Games Store e GOG, oltre che su PlayStation 5, Xbox Series X|S e Nintendo Switch 2.
Il punto di partenza è un immaginario chiaro, quasi programmatico: costruire una vita autonoma e luminosa in un arcipelago celeste alimentato da energie rinnovabili. In Solarpunk si coltiva, si raccolgono materiali, si fabbricano strumenti, si progettano case sospese e si viaggia in dirigibile verso nuove isole. La sopravvivenza non viene interpretata come una guerra continua contro l’ambiente, ma come un processo di cura, organizzazione e crescita graduale. È un cambio di prospettiva importante per un genere spesso associato alla scarsità, alla tensione e al pericolo costante.
Un arcipelago da abitare prima ancora che da conquistare
Il mondo di Solarpunk non è pensato per mettere il giocatore sotto pressione a ogni minuto. Le isole sono realizzate a mano e offrono un’esplorazione volutamente leggera, costruita per accompagnare la progressione della base più che per inseguire l’idea di un territorio infinito. Il fulcro dell’esperienza resta la trasformazione dello spazio: da luogo inizialmente essenziale a rifugio sempre più accogliente, funzionale e personale, dove coltivazioni, decorazioni e sistemi energetici trovano una loro armonia.
La costruzione della casa tra le nuvole è uno degli aspetti centrali del gioco. Non si tratta soltanto di accumulare strutture e oggetti, ma di dare forma a un ambiente che rispecchi il ritmo scelto dal giocatore. Le attività agricole, la creazione di strumenti e le prime forme di automazione alimentano un ciclo tranquillo e leggibile, in cui ogni miglioramento serve a rendere più fluida la permanenza sull’isola. L’energia solare, eolica e idrica diventa parte integrante di questo processo, dando sostanza ludica al tema della sostenibilità.
La direzione di Cyberwave è dichiaratamente raccolta. Solarpunk non vuole competere con i grandi survival per quantità di sistemi, durata sterminata o complessità estrema. Il team ha presentato il progetto come un’esperienza compatta, serena e focalizzata, costruita da un nucleo creativo molto piccolo. Questa sincerità aiuta a leggere meglio il gioco: non una promessa di vastità assoluta, ma un invito a rallentare, organizzare, decorare e vivere un mondo più mite, dove la progressione principale lascia poi spazio a obiettivi personali, fattoria, arredamento e costruzione libera.
Cooperazione, dirigibili e un’idea più serena di sopravvivenza
Accanto alla modalità in solitaria, Solarpunk permette di giocare in cooperativa online fino a quattro partecipanti. Il sistema non punta su competizione, incursioni o conflitto tra basi, ma su una collaborazione più domestica: raccogliere risorse, ampliare la casa, coltivare, costruire strumenti e partire insieme verso altre isole. Non sono previsti server pubblici dedicati o gioco multipiattaforma; una persona ospita la partita e gli altri giocatori si uniscono alla sessione. Anche questa scelta conferma l’impronta intima del progetto, pensato per piccoli gruppi e non per comunità caotiche.
Il dirigibile è l’elemento che meglio sintetizza l’identità dell’avventura. Costruirlo e personalizzarlo significa aprirsi nuove rotte, collegare isole distanti e trasformare l’esplorazione in un gesto quasi contemplativo. In molti survival il mezzo di trasporto serve a fuggire, combattere o raggiungere territori ostili; qui diventa invece un’estensione della casa, un ponte tra luoghi sospesi e un simbolo di progresso non aggressivo. Viaggiare tra le nuvole, in Solarpunk, non significa dominare il cielo, ma imparare ad abitarlo.
Il gioco rinuncia consapevolmente ad alcuni elementi tipici del genere. Non ci sono combattimenti profondi, PvP, assalti alla base, una grande campagna narrativa o un mondo aperto procedurale pensato per durare all’infinito. L’esperienza è più adatta a chi cerca una sopravvivenza rilassata, fondata su costruzione, agricoltura, decorazione e cooperazione leggera. Chi desidera un survival competitivo, una progressione lunghissima o sistemi da produzione di grande scala potrebbe non trovarvi ciò che cerca; chi invece preferisce una forma più quieta e sostenibile del genere può trovare una proposta molto più precisa.
Questa chiarezza è uno degli aspetti più interessanti dell’intero progetto. Cyberwave ha accompagnato il lancio con un video di approfondimento pensato per spiegare in modo diretto cosa aspettarsi da Solarpunk, evitando che l’immaginario luminoso e il fascino delle sue isole sospese generino aspettative sbagliate. È una scelta rara, soprattutto in un mercato che spesso tende ad allargare le promesse. Qui, al contrario, il perimetro viene definito con onestà: un survival con costruzione sereno, realizzato con cura, più interessato alla qualità del tempo trascorso che all’accumulo di minacce o contenuti ridondanti.
In questo senso, Solarpunk riesce a distinguersi non per la volontà di alzare il volume del genere, ma per la decisione opposta: abbassarlo, renderlo respirabile, trasformarlo in un luogo di progettazione e quiete. Le sue isole sospese propongono un futuro non fondato sulla conquista, ma sulla convivenza con l’ambiente; non sulla scarsità come punizione, ma sulla risorsa come occasione di costruzione. È un’idea semplice, ma non banale, soprattutto quando viene tradotta in sistemi di gioco coerenti.
La disponibilità simultanea su PC e console permette ora a Solarpunk di raggiungere un pubblico ampio senza perdere la natura di progetto indipendente e personale. La sua forza non sta nel promettere l’avventura più vasta possibile, ma nel proporre un’alternativa chiara: un mondo sopra le nuvole dove sopravvivere significa coltivare, alimentare, costruire, decorare e partire, ogni tanto, verso un’altra isola con un dirigibile pronto a solcare il cielo.















