Lo streaming ha cambiato in profondità il modo in cui film e serie vengono distribuiti nel mondo, ma Studio Ghibli continua a rappresentare un’eccezione significativa nel mercato giapponese. Mentre all’estero gran parte del catalogo dello studio è stato reso disponibile attraverso piattaforme digitali, in Giappone i film più celebri della casa fondata da Hayao Miyazaki e Isao Takahata restano fuori dai servizi in abbonamento. Titoli come Il mio vicino Totoro, La città incantata e Il castello errante di Howl non sono infatti accessibili in streaming nel paese.
L’unica eccezione è stata Una tomba per le lucciole, film prodotto da Studio Ghibli ma legato a una gestione dei diritti differente rispetto al resto del catalogo. Per tutte le altre opere, la linea resta quella della non disponibilità online in Giappone. La questione è tornata d’attualità durante una conferenza stampa di Hiroyuki Fukuda, presidente di Nippon TV, emittente che nel 2023 ha acquisito Studio Ghibli come società controllata. Alla domanda sulla possibilità di portare i film dello studio su Hulu Japan, Fukuda ha spiegato che al momento non esistono piani in tal senso.
Il valore dell’appuntamento televisivo secondo Nippon TV
La motivazione principale riguarda il desiderio di preservare la speciale rilevanza delle trasmissioni televisive dei film Ghibli all’interno del Friday Roadshow, storico contenitore cinematografico del venerdì sera di Nippon TV. Secondo Fukuda, Studio Ghibli e l’emittente condividono l’idea che la messa in onda televisiva debba restare un momento particolare, riconoscibile e quasi rituale, capace di trasformare ogni passaggio dei grandi classici in un appuntamento collettivo.
In Giappone, i film Ghibli vengono proposti più volte l’anno nel palinsesto televisivo, spesso in periodi strategici come l’estate o le vacanze, quando opere amatissime come Il mio vicino Totoro tornano a essere viste da famiglie e appassionati. Non tutti i film vengono trasmessi ogni anno, e anche i titoli più popolari appaiono di solito una sola volta nell’arco dei dodici mesi, ma proprio questa scarsità controllata contribuisce a mantenere l’evento percepito come speciale.
La domanda posta a Fukuda toccava un punto concreto: in assenza di streaming, alcune opere potrebbero diventare meno accessibili per le nuove generazioni, soprattutto mentre i negozi di noleggio fisico continuano a diminuire. Nippon TV ha riconosciuto l’esistenza di richieste e opinioni diverse sulla distribuzione digitale, ma ha chiarito che la questione sarà eventualmente discussa in futuro, senza cambiamenti immediati.
Musei, parchi, mostre e supporti fisici mantengono vivo il catalogo
La strategia giapponese di Studio Ghibli non si fonda però soltanto sulle repliche televisive. Fukuda ha ricordato che realtà permanenti come il Museo Ghibli di Mitaka e il Ghibli Park vicino a Nagoya continuano ad alimentare interesse e curiosità attorno ai film dello studio. A questi si aggiungono mostre itineranti, eventi speciali, produzioni teatrali e adattamenti come quelli kabuki ispirati a Nausicaä della Valle del vento e Principessa Mononoke, capaci di riaccendere periodicamente l’attenzione sulle opere originali.
In Giappone, inoltre, i film Ghibli restano facilmente acquistabili in formato fisico, una soluzione ancora coerente con l’approccio dello studio alla conservazione e alla fruizione delle proprie opere. La scelta di non entrare nello streaming locale non nasce dunque da una semplice chiusura tecnologica, ma da una precisa idea di gestione del catalogo: rendere i film disponibili, ma non trasformarli in contenuti sempre accessibili e consumabili in modo indifferenziato.
All’estero la situazione è diversa, anche perché il pubblico internazionale ha meno occasioni di entrare in contatto con Studio Ghibli attraverso musei, parchi, mostre e programmi televisivi ricorrenti. Da qui la maggiore apertura dello studio verso accordi di streaming fuori dal Giappone, prima con HBO Max e poi con Netflix in diversi territori. In patria, invece, la disponibilità limitata sembra essere considerata parte dell’esperienza stessa.
La posizione di Nippon TV, almeno per ora, conferma quindi un equilibrio delicato: trattare Studio Ghibli non soltanto come una controllata, ma come un partner creativo con una visione molto precisa sul modo in cui le proprie opere devono essere presentate. In un mercato sempre più dominato dalla disponibilità immediata, i film dello studio continuano a seguire in Giappone un’altra logica, più lenta e selettiva, fondata sull’attesa, sulla ritualità televisiva e su un’idea di visione che conserva qualcosa dell’evento.
Fonti consultate: SoraNews24.














