Studio Ghibli entra nell’albo del Premio Principessa delle Asturie per la Comunicazione e le Scienze Umanistiche 2026, uno dei riconoscimenti internazionali più prestigiosi assegnati dalla fondazione spagnola. La motivazione premia lo studio giapponese per aver trasformato in modo eccezionale la creatività in conoscenza e comunicazione, riconoscendo il valore culturale di un’opera capace di attraversare generazioni, confini geografici e sensibilità diverse.
Il premio celebra attività e percorsi che contribuiscono allo sviluppo della comunicazione sociale e delle discipline umanistiche. Nel caso di Studio Ghibli, la giuria ha sottolineato la forza di un processo creativo artigianale, profondamente immaginifico, e la capacità dei suoi film di raccontare amicizia, empatia, tolleranza, rispetto per le persone e attenzione verso la natura. È un riconoscimento che non riguarda soltanto la bellezza delle immagini, ma il modo in cui quelle immagini hanno insegnato a guardare il mondo con maggiore lentezza, cura e responsabilità.
Un linguaggio universale fatto di silenzi, natura e meraviglia
La filmografia dello studio fondato da Hayao Miyazaki, Isao Takahata e Toshio Suzuki ha costruito negli anni un immaginario immediatamente riconoscibile, in cui l’avventura convive con la contemplazione e il fantastico non cancella mai la fragilità del quotidiano. Opere come La città incantata, Il mio vicino Totoro, Kiki – Consegne a domicilio, Principessa Mononoke e Il ragazzo e l’airone hanno trasformato l’animazione in un territorio narrativo capace di parlare tanto all’infanzia quanto al pubblico adulto.
La fondazione ha evidenziato anche la centralità dei momenti di silenzio e contemplazione, elementi che distinguono molte produzioni Ghibli da una parte dell’intrattenimento contemporaneo più frenetico. Nei film dello studio, il tempo sospeso, il vento tra gli alberi, il gesto semplice e la presenza della natura non sono dettagli ornamentali, ma parti essenziali del racconto. È proprio questa attenzione alla bellezza dell’ordinario ad aver reso Studio Ghibli un riferimento globale per la cultura audiovisiva, l’ecologia e la rappresentazione poetica dell’esperienza umana.
Da Miyazaki a Takahata, una storia che continua a parlare al mondo
Il riconoscimento arriva dopo altri importanti tributi internazionali, tra cui la Palma d’Oro onoraria assegnata a Studio Ghibli al 77º Festival di Cannes. La figura di Hayao Miyazaki, già centrale nella storia dell’animazione dagli anni Settanta con lavori televisivi come Lupin III, Conan il ragazzo del futuro e Il fiuto di Sherlock Holmes, resta naturalmente uno dei cardini di questa eredità. Prima della fondazione dello studio, Miyazaki aveva diretto Lupin III – Il castello di Cagliostro e adattato in animazione una parte del proprio manga Nausicaä della Valle del vento, aprendo la strada alla poetica che avrebbe poi trovato piena maturazione in Ghibli.
Accanto a lui, Isao Takahata ha contribuito a definire l’anima più riflessiva, drammatica e sperimentale dello studio, mentre Toshio Suzuki ne ha accompagnato la crescita produttiva e culturale. Il Premio Principessa delle Asturie sarà consegnato durante la cerimonia prevista in ottobre, alla presenza della famiglia reale spagnola. Per Studio Ghibli, si tratta di un nuovo riconoscimento a un percorso che ha superato da tempo i confini dell’animazione giapponese, diventando patrimonio condiviso della cultura popolare mondiale: un cinema capace di ricordare che anche nei mondi più fantastici, ciò che conta davvero resta il modo in cui si guarda agli esseri viventi, alla memoria e al futuro.
Fonti consultate: Anime News Network.













