Disponibile su Nintendo Switch, PlayStation 5 e PC via Steam, l’ultima fatica di Bandai Namco Forge Digitals edita da Bandai Namco Entertainment riporta l’epica saga dei robot giganti in Europa, dove fino a pochi anni fa sarebbe stato impensabile vederla arrivare. Il merito va riconosciuto: se oggi possiamo giocare Super Robot Wars Y in Occidente è perché Bandai Namco ha finalmente deciso di dare respiro internazionale a una serie che per decenni è rimasta confinata al Giappone. Y rappresenta non soltanto un nuovo episodio, ma anche un segnale di continuità con una tradizione che dal 1991 si rinnova senza sosta, fondendo tattica su griglia, narrazione da visual novel e incroci narrativi che trasformano il sogno dei fan di anime mecha in un’esperienza interattiva.
Un mosaico di anime e strategie
Il contesto narrativo colloca il giocatore nell’universo di A. Advent, una città galleggiante che custodisce un’energia inesauribile e che diventa il fulcro di nuovi conflitti tra Terra e Spazio. Il pretesto è ideale per mettere in scena un mosaico di saghe animate: da Mobile Suit Z Gundam a Getter Robo Arc, da Code Geass: Lelouch of the Rebellion a Godzilla Singular Point, senza dimenticare i classici come Mazinkaiser e Combattler V. L’elenco delle serie coinvolte è impressionante e ogni missione intreccia eventi, personaggi e nemici provenienti da universi diversi, offrendo il gusto di vedere collaborazioni e scontri inediti, come Shinn Asuka di Gundam SEED Destiny che diventa allievo di Domon Kashuu da G Gundam, o Godzilla trattato come minaccia apocalittica persino in un mondo già abituato ai kaiju.
Il gameplay resta quello tipico della saga: mappa a griglia, turni alternati, gestione di energia, punti vita e morale, con un livello di personalizzazione che permette di modificare equipaggiamenti e abilità dei piloti. Le animazioni di combattimento sono sempre spettacolari, con sequenze che non si limitano a rendere giustizia agli anime originali, ma li reinventano con una cura visiva che trasforma ogni attacco in una piccola scena cinematografica.
Assist Link e nuove sfide
L’innovazione più significativa di Super Robot Wars Y è il sistema Assist Link, che sostituisce i precedenti ExC e Supporter unificandoli in un meccanismo più elegante. Personaggi secondari, spesso relegati a ruoli marginali, possono ora entrare in azione fornendo bonus passivi o abilità speciali che cambiano l’andamento dello scontro. Accumulando punti Assist durante le battaglie si possono attivare poteri specifici: la Oktai Factory di Godzilla Singular Point, per esempio, garantisce risorse aggiuntive e ripristina energia a tutta la squadra. In questo modo anche le figure meno centrali trovano un loro spazio, e il giocatore viene incentivato a farle crescere insieme ai piloti principali.
Non mancano i compromessi: vedere icone come Boss di Mazinger ridotte a ruoli di supporto può lasciare l’amaro in bocca, ma il sistema riesce comunque a restituire dignità anche ai comprimari, trasformando l’intero cast in un ingranaggio utile e funzionale.
La varietà delle missioni è un altro punto di forza. Non si tratta solo di eliminare tutti i nemici, ma spesso di rispettare condizioni particolari: combattimenti subacquei che penalizzano chi non ha equipaggiamenti adeguati, scontri in mezzo al Red Dust che riduce l’accuratezza, duelli contro superboss con rigenerazione estrema che obbligano a pianificare come superare una difesa apparentemente insormontabile. Anche la gestione della difficoltà appare più attenta: tre livelli selezionabili sin dall’inizio, nemici più aggressivi e consumi energetici maggiori rendono le sfide più pressanti, pur mantenendo la possibilità di un approccio accessibile su Normal.
Una lunga marcia tra pace e guerra
Y trova il suo equilibrio tra linearità e libertà. Come Super Robot Wars 30, offre missioni principali, secondarie e incarichi opzionali, ma elimina il limite temporale che costringeva a scegliere. In questo modo si può esplorare tutto senza fretta, con un ritmo più disteso ma che sa comunque mantenere alta l’attenzione. È un titolo molto lungo, che non teme di chiedere decine di ore al giocatore, ma che ripaga con la varietà dei contenuti e la ricchezza del suo universo narrativo.
Il nuovo albero delle abilità, che permette di investire i punti MxP in tre percorsi differenti – offensivo, difensivo e gestionale – aggiunge ulteriore profondità. Ogni nodo sbloccato regala bonus tangibili e, cosa non scontata, la possibilità di riassegnare i punti in qualsiasi momento incoraggia la sperimentazione.
Dal punto di vista tecnico, il gioco alterna segmenti da visual novel a spettacolari scene animate. La nuova interfaccia più pulita richiede un po’ di adattamento, ma il doppiaggio giapponese integrale e i remix delle colonne sonore storiche restituiscono il senso di trovarsi davanti a una celebrazione del genere mecha. Dispiace constatare l’assenza della lingua italiana, una mancanza che rende la fruizione meno immediata per chi non ha dimestichezza con l’inglese e che continua a rappresentare un ostacolo all’accessibilità di una saga che ora, finalmente, ha raggiunto l’Europa. Non tutte le serie sono sfruttate al massimo – Gundam: The Witch from Mercury soffre di una presenza intermittente limitata alla prima stagione – ma nel complesso il crossover funziona e regala interazioni inedite che valgono il prezzo dell’ingresso. Super Robot Wars Y si conferma così un titolo capace di rinnovare la formula senza tradirne lo spirito, un episodio che guarda al futuro senza rinunciare al rispetto del suo immenso passato, e che soprattutto testimonia come il mito dei robot giganti abbia ancora molto da dire anche al pubblico contemporaneo.
















