Il remake di One Piece firmato WIT Studio continua a prendere forma e, questa volta, a delinearne meglio la direzione è stato direttamente George Wada, presidente di WIT Studio e Production I.G. In una recente intervista, Wada ha spiegato che The One Piece avrà un ritmo più serrato rispetto alla lunga serie di Toei Animation, evitando quelle dilatazioni che negli anni sono diventate uno dei punti più discussi dell’adattamento televisivo. L’obiettivo dichiarato è combinare una narrazione più compatta con tecniche moderne di animazione e una presentazione visiva aggiornata, così da rendere il racconto più accessibile anche a un pubblico giovane che potrebbe percepire i primissimi episodi della serie storica come lontani per stile e confezione.
Secondo Wada, questa spinta verso il remake sarebbe nata anche da riflessioni attribuite a Eiichirō Oda, consapevole del fatto che un anime iniziato nel 1999, con oltre un migliaio di episodi alle spalle e una componente visiva inevitabilmente datata nelle sue fasi iniziali, rischi di risultare meno immediato per le nuove generazioni. Il progetto di WIT Studio si propone quindi non come semplice rifacimento, ma come nuova porta d’ingresso al mondo di One Piece, costruita per valorizzare l’opera con un linguaggio produttivo contemporaneo e una scansione narrativa più incisiva.
Un remake che guarda al presente senza rinnegare Toei
Wada ha anche chiarito che il team vuole imprimere a The One Piece una qualità artistica e registica vicina a quella di altre produzioni recenti dello studio, come Attack on Titan, SPY x FAMILY e Vinland Saga, opere che in Giappone hanno occupato slot più serali e hanno potuto sviluppare un’identità visiva diversa rispetto a una serie pensata per una fascia mattutina per famiglie come quella di Toei. Allo stesso tempo, però, il presidente di WIT Studio ha sottolineato la volontà di rispettare pienamente il lavoro compiuto da Toei Animation in oltre venticinque anni di serialità.
Questa doppia tensione, tra rinnovamento e rispetto, è probabilmente l’aspetto più delicato dell’intera operazione. The One Piece non vuole infatti sostituire l’anime storico, ma offrire una versione alternativa capace di parlare con strumenti diversi a un pubblico potenzialmente nuovo. In questo senso, il remake sembra voler lavorare non soltanto sulla fluidità del racconto, ma anche sulla percezione complessiva del marchio, proponendo un ingresso più diretto e meno dispersivo dentro la lunga epopea di Oda.
Uno staff di alto profilo per ripartire dall’East Blue
Sul piano produttivo, il progetto può contare su uno staff di primo livello. Alla regia c’è Masashi Koizuka, affiancato da Hideaki Abe come assistant director, mentre Kyoji Asano e Takatoshi Honda curano character design e chief animation direction. Alla series composition lavora Taku Kishimoto, con altri nomi di rilievo coinvolti nei reparti visivi e nell’animazione d’azione. L’anime era stato annunciato ufficialmente durante il Jump Festa del dicembre 2023 e, almeno per ora, è confermato che partirà dalla saga dell’East Blue, lasciando aperta la possibilità di andare oltre senza che ciò sia stato ancora precisato in modo definitivo.
Il contesto in cui questo remake si inserisce è inoltre particolarmente interessante, perché la serie storica di Toei ha a sua volta avviato una revisione del proprio passo produttivo. A partire dal 2026, infatti, l’anime classico ridurrà la produzione a un massimo di 26 episodi l’anno, proprio con l’intento di migliorare contenuto, ritmo e aderenza al manga. Questo rende ancora più evidente come il tema del pacing sia ormai centrale per il futuro audiovisivo di One Piece, tanto nella continuità della serie storica quanto nel nuovo progetto affidato a WIT Studio.
Fonti consultate: AnimeNewsNetwork.













