Una donna identificata con lo pseudonimo Jane Doe ha intentato una causa contro The Pokémon Company International sostenendo che Ben Tsai, ex direttore dell’ingegneria presso la sede statunitense di Bellevue, avrebbe nascosto telecamere in diversi bagni pubblici, compresi quelli degli uffici della società. L’azione legale punta a ottenere il riconoscimento come class action e chiama in causa l’azienda per la presunta mancata protezione di dipendenti e visitatori.
Secondo la denuncia, Tsai avrebbe registrato di nascosto donne e minori, violando la legge antidiscriminazione dello Stato di Washington. La causa sostiene inoltre che alcune riprese sarebbero state realizzate con l’intenzione di distribuirle e accusa The Pokémon Company International di non avere formato, controllato o supervisionato adeguatamente il proprio dirigente. Tsai non lavora più per la società dal gennaio 2026.
La causa riguarda donne e ragazze presenti negli uffici dal 2017
L’azione collettiva proposta intende rappresentare tutte le donne e le ragazze che hanno utilizzato i bagni della sede di Bellevue tra il 2017 e il 25 luglio 2026. La responsabilità contestata a The Pokémon Company International non riguarda l’installazione diretta delle telecamere, attribuita all’ex dipendente, ma la presunta negligenza nel prevenirne le azioni e nel tutelare le persone potenzialmente coinvolte.
La denuncia arriva mentre la società continua a gestire fuori dall’Asia numerosi aspetti del marchio Pokémon, tra cui licenze, marketing, gioco di carte collezionabili, produzioni animate, intrattenimento domestico e portale ufficiale. Le sue attività internazionali comprendono anche iniziative dedicate direttamente al pubblico, come il tour immersivo europeo di Pokémon previsto per la primavera 2027.
Le accuse penali contro Ben Tsai
Tsai era già stato accusato nel gennaio 2026 di voyeurismo di primo grado dopo il ritrovamento di una telecamera nascosta nel bagno di uno Starbucks a Kirkland, nello Stato di Washington. Le indagini avrebbero successivamente individuato altre registrazioni effettuate nei servizi igienici di un supermercato Safeway, nella sua abitazione e sul luogo di lavoro, insieme a materiale raffigurante abusi sessuali su minori. A queste scoperte sono seguite ulteriori imputazioni relative al possesso e alla distribuzione di immagini sessualmente esplicite di minori.
Bradley Barshis, avvocato di Tsai, ha dichiarato che il proprio assistito si è dichiarato e continuerà a dichiararsi non colpevole rispetto a tutte le accuse. Il procedimento civile contro The Pokémon Company International e quello penale nei confronti dell’ex dirigente restano distinti e le contestazioni non sono ancora state dimostrate in tribunale. La società, editore e distributore internazionale del gioco di carte dal 2003, ha nel frattempo continuato a espandere un settore già sviluppato anche attraverso produzioni come Pokémon: Path to the Peak, ma dovrà ora rispondere alle accuse di negligenza avanzate dalla causa.
Fonti consultate: Anime News Network.













