Le rotaie di Sodor non hanno fretta. Scorrono tra stazioni ordinate, depositi riconoscibili e colline che sembrano appartenere a un’infanzia televisiva mai del tutto svanita. Thomas & Friends: Wonders of Sodor, sviluppato e pubblicato da Dovetail Games per PlayStation 5, PlayStation 4, Nintendo Switch, Xbox One, Xbox Series X|S e PC tramite Steam ed Epic Games Store, prende la struttura tecnica di Train Sim World e la piega verso un’avventura ferroviaria accessibile, narrativa e dichiaratamente rivolta a un pubblico giovane. Il gioco si presenta come una simulazione semplificata con impostazione in prima persona, ma il suo vero obiettivo non è riprodurre la complessità del traffico ferroviario: vuole invitare il giocatore dentro l’universo di Thomas con il tono rassicurante di un racconto illustrato, lo stesso che in Italia è diventato familiare con il nome di Il trenino Thomas.
L’idea di fondo è chiara fin dai primi minuti. Thomas & Friends: Wonders of Sodor non insegue la profondità sistemica delle opere più note di Dovetail, e non prova neppure a mascherarlo. La guida dei treni è alleggerita, le interazioni sono ridotte all’essenziale e l’intera esperienza ruota attorno a una formula breve e leggibile, fatta di episodi autoconclusivi, piccole attività e momenti di esplorazione libera. È lo stesso spirito che ha reso la serie animata, nata nel 1984 dalla visione di Britt Allcroft, un punto di riferimento per il pubblico più giovane: un racconto semplice, riconoscibile e costruito su rituali narrativi chiari, qui tradotti in forma interattiva. La versione testata su PlayStation 5 conferma con coerenza questa filosofia, con comandi immediati, margini di errore molto ridotti e una progressione pensata per non spaventare mai il giocatore meno esperto.
Un libro animato su rotaie
Il cuore del gioco è costituito da otto storie, tutte raccontate con il supporto della narrazione di Mark Moraghan, presenza che contribuisce in maniera decisiva a dare continuità e familiarità all’insieme. L’impostazione episodica funziona perché rispetta il DNA della licenza: ogni missione ha il passo breve di una fiaba ferroviaria, introduce un piccolo obiettivo, accompagna il giocatore lungo un tragitto riconoscibile e si chiude prima che l’attenzione possa calare. È una struttura che privilegia la fruizione in sessioni contenute e che risulta perfettamente sensata pensando al pubblico di riferimento. Proprio per questo, lascia perplessi la scelta di mantenere il doppiaggio esclusivamente in inglese senza prevedere sottotitoli in italiano: se la lingua originale può anche essere tollerata, l’assenza di un supporto testuale nella nostra lingua limita in modo evidente la comprensione, soprattutto per i più piccoli, che rappresentano il pubblico principale dell’opera.
Sul piano strettamente narrativo, però, il gioco resta inevitabilmente leggero. Le storie servono più a incorniciare l’azione che a costruire un vero sviluppo drammatico, e gli episodi si limitano spesso a ribadire il carattere accogliente dell’universo di Sodor senza cercare variazioni più marcate. Per i bambini o per chi conserva un legame affettivo con Thomas questo approccio può bastare, anzi rappresenta parte del suo fascino; per un giocatore adulto abituato a produzioni più corpose, invece, il racconto tende a esaurire presto la propria spinta, anche perché la componente narrativa, privata di una localizzazione adeguata, fatica a esprimere fino in fondo il proprio potenziale.
La simulazione ridotta all’essenziale
La guida dei treni è stata semplificata in modo drastico, e qui si trova il principale nodo critico dell’opera. La scelta è comprensibile e, in una certa misura, inevitabile: un sistema troppo tecnico avrebbe tradito il target familiare del progetto. Dovetail riduce dunque la complessità a poche azioni fondamentali, con una gestione della velocità intuitiva, arresti guidati e una struttura che evita qualsiasi frizione significativa. Il risultato è un’esperienza accessibile e pulita, ma anche inevitabilmente poco profonda.
La varietà arriva attraverso modalità collaterali, piccole sfide, attività di manovra, corse a orario e una componente free roam che dovrebbe ampliare il raggio d’azione dell’esperienza. In pratica, però, questa ricchezza formale non si traduce sempre in un reale ampliamento delle possibilità ludiche. Le azioni richieste restano piuttosto elementari, e dopo l’entusiasmo iniziale emerge con chiarezza una certa ripetitività di fondo. Il gioco sa essere gradevole nel breve periodo, meno convincente quando lo si osserva come prodotto da sostenere per molte ore consecutive. È proprio qui che affiora la sensazione di un’occasione solo in parte colta: la tecnologia di base suggerisce possibilità più articolate, ma il design sceglie costantemente la via più prudente.
Il fascino del mondo, più delle sue meccaniche
Dove Thomas & Friends: Wonders of Sodor riesce meglio è nella messa in scena dell’isola. Tidmouth Sheds, Knapford Station, i mulini e gli altri luoghi simbolici della serie sono ricostruiti con una cura evidente, e l’eredità tecnica di Train Sim World si percepisce nella solidità delle ambientazioni, nella pulizia delle superfici e nella credibilità generale dello spazio ferroviario. L’estetica, pur ammorbidita e resa più luminosa, conserva un buon livello di dettaglio e riesce a trasmettere la sensazione di trovarsi davvero dentro una versione interattiva dell’immaginario di Thomas.
Anche il comparto sonoro accompagna in modo coerente l’esperienza, grazie a un uso efficace dei rumori dei motori e del paesaggio acustico ferroviario, elementi che contribuiscono a rendere più credibile ogni spostamento lungo le tratte di Sodor. Con il passare del tempo, però, emerge una certa ripetitività nell’insieme degli effetti, che tende a farsi notare nelle sessioni più prolungate. Nulla che comprometta la riuscita generale, ma abbastanza da sottolineare come il gioco dia il meglio di sé in momenti brevi e cadenzati, trovando la propria dimensione ideale in un’esperienza introduttiva, familiare e rassicurante, da vivere a piccoli passi.
Thomas & Friends: Wonders of Sodor merita quindi di essere valutato per ciò che sceglie di essere, non per ciò che avrebbe potuto diventare. Chi cerca una simulazione più approfondita, con una gestione articolata dei treni e delle dinamiche ferroviarie, e una progressione più strutturata rischia di trovarlo troppo esile. Chi invece vuole un primo contatto con il linguaggio ferroviario in una forma amichevole, oppure desidera condividere con un figlio o un pubblico molto giovane un universo noto e ben ricostruito, troverà qui un prodotto coerente, curato e facilmente leggibile. Il suo limite maggiore è anche la sua identità più precisa: un gioco che apre la porta con garbo, ma non invita davvero a restare a lungo.
















