Toei sceglie di celebrare il proprio 75º anniversario guardando in avanti e inaugurando un territorio finora rimasto ai margini della sua identità industriale. La società ha annunciato la nascita di Toei Games, nuovo brand dedicato al settore videoludico, pensato come uno dei futuri pilastri dell’azienda accanto a cinema, televisione e animazione. Il debutto del marchio partirà dal PC attraverso Steam, con l’intenzione di allargarsi in seguito anche su Nintendo Switch, PlayStation e Xbox, segnale di una strategia che punta subito a una presenza ampia e internazionale.
東映ゲームズのロゴは
株式会社カイロソフト様に手掛けていただきました🎉ロゴはカイロソフト様に!というメンバーの強い想いのもと、本社へ行って直談判。
「代表とじまり役」カイロくんにご快諾いただき、実現しました✨… pic.twitter.com/FH33rWrUqz— 東映ゲームズ (@toei_games) April 21, 2026
Il punto più interessante dell’annuncio, però, è un altro. Toei non ha scelto di presentare questo nuovo corso con adattamenti dei suoi marchi più celebri, ma con l’idea di creare proprietà intellettuali inedite. I primi titoli, che verranno svelati il 24 aprile, saranno infatti giochi del tutto nuovi, sviluppati con il contributo di creatori giapponesi e internazionali. È una presa di posizione piuttosto netta: il videogioco non viene trattato come vetrina secondaria per franchise già noti, ma come spazio creativo autonomo in cui generare mondi, linguaggi e personaggi da zero.
Non solo licensing, ma una linea editoriale autonoma
L’annuncio di Toei Games va letto soprattutto in questa chiave. In un momento in cui molte grandi aziende dell’intrattenimento tendono a entrare nel mercato videoludico sfruttando quasi esclusivamente il valore di marchi già consolidati, Toei rivendica invece la volontà di usare il medium per costruire qualcosa di nuovo. Il gruppo parla apertamente di una sfida globale, coerente con la sua visione di lungo periodo, e indica il videogioco come uno strumento capace di superare barriere linguistiche e geografiche con una naturalezza che pochi altri settori dell’intrattenimento possono vantare.
Questa impostazione rende il progetto più ambizioso di quanto potrebbe sembrare a una prima lettura. Se Toei avesse scelto di partire da IP già esistenti, l’operazione sarebbe risultata immediatamente comprensibile ma anche più prevedibile. Invece, scommettere su giochi inediti significa accettare un rischio creativo maggiore e al tempo stesso dichiarare che Toei Games vuole essere qualcosa di più di una semplice etichetta aziendale. Vuole provare a diventare una casa editoriale con una propria riconoscibilità.
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Kairosoft firma l’identità visiva del nuovo marchio
A rafforzare questa idea contribuisce anche la costruzione dell’immagine pubblica del brand. Il logo di Toei Games è stato realizzato da Kairosoft, studio celebre per il suo stile in pixel art e per una lunga tradizione di gestionali amatissimi da una comunità molto fedele. Non solo: Kairosoft ha curato anche una versione animata in pixel del celebre “Ariso ni Nami”, la sequenza con le onde che per decenni ha accompagnato l’immaginario cinematografico di Toei. È un dettaglio che comunica bene la direzione scelta: non un ingresso freddo e puramente societario nel settore, ma un debutto che cerca già un ponte simbolico tra la tradizione della compagnia e una sensibilità più vicina alla cultura videoludica.
C’è poi un altro elemento interessante nelle dichiarazioni diffuse da Toei: l’idea che il nuovo marchio debba diventare il luogo in cui valorizzare la passione più intensa dei creatori, quella che il comunicato descrive come una forma di “predilezione assoluta” per ciò che si ama e si vuole realizzare. È un linguaggio che prova a posizionare Toei Games non solo come produttore, ma come complice di autori e pubblico nella nascita di nuove esperienze. Naturalmente tutto questo dovrà essere confermato dai giochi stessi, ma già così il progetto appare meno convenzionale del previsto.
Il primo vero momento di verifica arriverà con la presentazione della line-up iniziale, ma il messaggio è già chiaro. Toei non entra nel mercato dei videogiochi per semplice presenza istituzionale o per allargare il raggio del proprio licensing: prova piuttosto a fondare un marchio con una sua visione, una sua traiettoria e una precisa ambizione internazionale. Per una compagnia che ha costruito la propria storia raccontando storie in immagini, la sfida adesso è capire quali storie saprà far vivere anche pad alla mano.
Fonti consultate: Gamezilla.













