Il rapporto tra animazione giapponese e videogioco continua a produrre scambi sempre più interessanti, e AnimeJapan 2026 lo ha ribadito con una delle iniziative più curiose emerse dall’evento. Nel corso della manifestazione tenutasi al Tokyo Big Sight il 28 e 29 marzo, è stata infatti diffusa la classifica del sondaggio “Indie Games We Want to See Animated”, nato dalla collaborazione con BitSummit per raccogliere i giochi indipendenti che il pubblico vorrebbe vedere trasformati in un anime. A imporsi al 1º posto è stato Urban Myth Dissolution Center, pubblicato da Shūeisha Games, davanti a Izon e Azure Striker Gunvolt.
Il risultato sembra riflettere bene un certo gusto contemporaneo del pubblico anime, sempre più attratto da opere capaci di fondere identità visiva forte, mistero e costruzione di un immaginario riconoscibile. Urban Myth Dissolution Center, con il suo impianto legato al folklore urbano e al soprannaturale, appare in effetti come uno di quei titoli che sembrano già possedere, almeno in filigrana, una grammatica pronta per essere trasposta sullo schermo. Più che una semplice curiosità da evento, la classifica finisce così per suggerire quali giochi indie abbiano oggi la forza di farsi percepire anche come universi narrativi esportabili.
Una classifica che fotografa il gusto del pubblico
Alle spalle del vincitore, il sondaggio ha delineato una top 10 molto varia. Dopo Izon e Azure Striker Gunvolt, la graduatoria prosegue con Hackclad, Sausage Legend Arena, Ratatan, Wagahai wa Ryosei dearu, Monsta Box, Hotel Barcelona e Hungry Meem. Ne esce un panorama composito, in cui convivono action, eccentricità visive, progetti più autoriali e opere dal piglio decisamente pop, a testimonianza della grande elasticità del concetto stesso di “gioco animabile”.
È interessante notare come la graduatoria non premi soltanto i titoli che sembrano più vicini all’estetica anime in senso stretto, ma anche quelli capaci di evocare un tono preciso o una promessa narrativa immediata. In questo senso il sondaggio diventa quasi una lente culturale: più che indicare quali giochi abbiano davvero un adattamento in vista, mostra quali riescano a imprimersi nell’immaginazione collettiva con abbastanza forza da essere già pensati in un’altra forma.
AnimeJapan guarda sempre più oltre il manga
L’iniziativa dedicata ai videogiochi indie affianca la più nota classifica “Manga We Want to See Animated”, da anni parte integrante del programma di AnimeJapan. Il fatto che l’evento abbia scelto di estendere questo tipo di attenzione anche al panorama indie videoludico dice molto su come stia cambiando il modo di osservare i processi creativi contemporanei. Non ci sono più soltanto manga, light novel o franchise consolidati come serbatoi per l’animazione, ma anche giochi capaci di costruire mondi, atmosfere e personaggi con un’identità già fortemente seriale.
Per Urban Myth Dissolution Center il primato rappresenta soprattutto un riconoscimento di prestigio e visibilità, ma la portata del risultato va oltre il singolo titolo. La classifica emersa da AnimeJapan 2026 suggerisce infatti che una parte del pubblico guarda ormai agli indie come a uno spazio fertile anche per il futuro dell’animazione, un territorio in cui idee, stili e narrazioni possono ancora sorprendere. Ed è forse proprio questa la lettura più interessante del sondaggio: capire non solo quali giochi piacciono, ma quali mondi il pubblico desidera continuare a frequentare anche dopo i titoli di coda.
Fonti consultate: Anime News Network.













