La campagna pubblicitaria di Utena dedicata alla linea skincare Utena Moisture è finita al centro di una discussione molto accesa in Giappone dopo la diffusione dello spot Moisture Warrior, video realizzato interamente con intelligenza artificiale generativa e accusato da numerosi utenti di richiamare in modo troppo evidente lo stile visivo di Sailor Moon. Il marchio giapponese di cosmetici ha rimosso il filmato dal proprio canale YouTube e ha avviato il ritiro delle inserzioni fisiche collegate alla campagna, comprese quelle già presenti nelle stazioni.
Il caso ha attirato attenzione soprattutto per il rapporto, sempre più delicato, tra produzione pubblicitaria, intelligenza artificiale e immaginario pop. Lo spot non era presentato come una collaborazione ufficiale con l’opera di Naoko Takeuchi, ma l’estetica da “magical girl”, il trattamento dei personaggi e alcune soluzioni visive hanno portato molti spettatori a leggere la campagna come un riferimento troppo vicino a Sailor Moon. La reazione online è stata rapida e severa, al punto da spingere Utena a pubblicare un messaggio di scuse e a sospendere la diffusione dei materiali promozionali.
弊社スキンケアブランド「ウテナ モイスチャー」の交通広告およびPR動画『潤い戦士モイスチャー』について、お詫びとご報告を申し上げます。 pic.twitter.com/YVI3nKtfEB
— 株式会社ウテナ【公式】 (@utena_official) May 6, 2026
Una campagna nata per il web e travolta dalle critiche
Nel messaggio ufficiale, Utena ha riconosciuto le osservazioni ricevute sull’uso dell’intelligenza artificiale generativa, pur senza citare direttamente Sailor Moon. L’azienda ha ammesso che la campagna ha mostrato una mancanza di comprensione verso la creatività e il contesto culturale delle opere esistenti, scusandosi per il disagio e la preoccupazione causati. La formula scelta dal marchio evita di trasformare la vicenda in un’ammissione esplicita di plagio, ma conferma la volontà di intervenire rapidamente sulla distribuzione del video e degli annunci collegati.
La società ha inoltre spiegato che la campagna era stata sottoposta a più verifiche legali prima della pubblicazione. Nonostante questo, Utena ha annunciato una nuova consultazione con esperti esterni per accertare che il video e le future iniziative pubblicitarie non violino norme o diritti esistenti. È un passaggio significativo, perché sposta la questione oltre la sola somiglianza estetica: il problema non riguarda soltanto ciò che una tecnologia può produrre, ma anche il modo in cui un’azienda decide di valutare riferimenti, fonti visive e sensibilità del pubblico prima di portare una campagna nello spazio pubblico.
セーラームー、ム、ム、ン? pic.twitter.com/KNsk48tFEi
— 折戸康雄@7月バルト3国ツアー (@oriton47) May 5, 2026
Il peso di Sailor Moon e il rischio reputazionale per Utena
La vicinanza percepita a Sailor Moon ha reso la vicenda particolarmente esplosiva. L’opera di Naoko Takeuchi è uno dei simboli più riconoscibili dell’immaginario anime degli anni Novanta e continua a esercitare un’influenza fortissima sulla cultura pop giapponese e internazionale. Proprio per questo, diversi utenti hanno osservato che Utena avrebbe potuto puntare su una collaborazione ufficiale, invece di affidarsi a una campagna AI capace di evocare un linguaggio visivo tanto riconoscibile senza dichiararne apertamente il riferimento.
Le risposte al messaggio di scuse sono rimaste in larga parte critiche, con commenti rivolti sia alla scelta creativa sia alla gestione interna della campagna. Alcuni consumatori hanno messo in discussione la direzione presa dal reparto pubblicitario, mentre altri hanno espresso preoccupazione per l’immagine complessiva di Utena, marchio storico della cosmetica giapponese attivo fin dal 1923. Il caso Moisture Warrior diventa così un nuovo esempio delle tensioni che accompagnano l’impiego dell’intelligenza artificiale nella comunicazione commerciale, soprattutto quando l’output generato si avvicina a codici visivi già profondamente legati a opere amate e riconoscibili.
Fonti consultate: Automaton West.













