Non era il primo viaggio. Asha lo sapeva bene, quando varcò le porte di Rapadana, sentendo sulle spalle il peso di una missione troppo grande per lei. Ma c’era qualcosa nel soffio caldo del deserto, nello sguardo limpido del piccolo Pepelogoo, che le ricordava perché non si era mai fermata. I quattro spiriti erano in pericolo, il mondo stesso era in bilico, e anche se nessuno lo diceva ad alta voce, sapevano tutti che sarebbe toccato a lei. Con la spada stretta tra le dita e il compagno blu al suo fianco, Asha corse incontro al destino. E questa volta, lo avrebbe fatto con la forza dei ricordi.
Disponibile su PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC tramite Microsoft Store, Wonder Boy: Asha in Monster World è la riedizione rimasterizzata di Monster World IV, pubblicato originariamente nel 1994 su Mega Drive e già riportato in vita nel 2021 con una versione remake per PlayStation 4 e Nintendo Switch. Questa edizione, curata da Bliss Brain in qualità di sviluppatore e publisher, si propone come una trasposizione quasi identica delle versioni precedenti, con un leggero affinamento tecnico che migliora fluidità e tempi di caricamento, ma senza introdurre contenuti aggiuntivi o miglioramenti sostanziali.
Il cuore dell’esperienza rimane quello di un classico action-platform a scorrimento laterale, contraddistinto da una struttura lineare e da un’estetica fiabesca. Nei panni di Asha, giovane eroina dalle tinte vivaci, il giocatore affronta ambientazioni che spaziano da deserti a cittadelle aeree, passando per vulcani e paesaggi innevati. Il ritmo è scandito da un sistema di progressione essenziale, che prevede il potenziamento di attacco e difesa tramite equipaggiamento acquistabile.
Elemento distintivo è la cooperazione con il simpatico Pepelogoo, creatura azzurra in grado di supportare la protagonista nelle fasi platform più articolate. Può essere lanciato verso interruttori distanti, impiegato per fluttuare tra le piattaforme o come mezzo per affrontare semplici enigmi ambientali. Il combattimento, invece, si mantiene elementare: salti, fendenti e scudi si alternano in uno schema di gioco che predilige immediatezza e accessibilità.
La direzione artistica opta per un cel-shading brillante, che restituisce un mondo colorato e coerente con lo spirito dell’originale. Le animazioni sono fluide, ma piuttosto contenute, mentre le sequenze animate intervallano i momenti salienti senza intaccare la semplicità generale del racconto. Le musiche di Shinichi Sakamoto riarrangiano con cura i brani storici, contribuendo a un senso costante di nostalgia.
Pur essendo pensato per l’hardware moderno, Wonder Boy: Asha in Monster World non sfrutta appieno le potenzialità delle nuove piattaforme. La mancanza di salvataggi automatici, la necessità di accedere al menu per ogni operazione e un’interfaccia poco amichevole risultano scelte ormai datate. Inoltre, l’assenza di contenuti inediti o revisioni significative ne limita l’attrattiva per chi ha già fruito delle versioni precedenti.
Il progetto riunisce parte dello staff originale, tra cui Ryuichi Nishizawa alla direzione, Maki Ōzora al design dei personaggi e Shinichi Sakamoto alle musiche, testimoniando la volontà di restare fedeli al DNA della serie. Tuttavia, questa scelta si traduce anche in una certa rigidità strutturale. Nonostante il fascino della riproposizione, Wonder Boy: Asha in Monster World si rivolge quasi esclusivamente a chi conserva un legame affettivo con la saga o a chi desidera esplorare un frammento della storia videoludica senza pretese contemporanee.
In conclusione, il remake si presenta come un omaggio preciso e rispettoso a un classico del passato, ma la sua incapacità di reinventarsi o di proporre novità anche minime lo rende poco appetibile per il pubblico moderno. Una scelta che privilegia la conservazione alla sperimentazione.















