Yoshiyuki Tomino, leggendario autore e regista giapponese noto per aver ideato la saga di Mobile Suit Gundam, ha recentemente espresso un’opinione decisamente disillusa riguardo alla possibilità per l’umanità di abitare nello spazio. L’occasione è stata un intervento durante la conferenza SPACETIDE 2025, evento dedicato all’esplorazione spaziale commerciale tenutosi questa settimana a Tokyo, dove Tomino ha partecipato a un panel congiunto con il professor Yoshifumi Inatani della JAXA (Agenzia Spaziale Giapponese).
Colonie spaziali? “Solo fantascienza”
Nonostante l’universo narrativo di Gundam si fondi sull’idea di un’umanità trasferitasi in colonie orbitali artificiali a causa della sovrappopolazione terrestre, Tomino ha dichiarato con fermezza che, nella realtà, “gli esseri umani non riusciranno mai a vivere nello spazio”. Secondo l’autore, tale riflessione lo accompagna fin dalla concezione originale della serie negli anni ’70, e si è approfondita nel corso di oltre vent’anni di riflessioni sul tema.
“La gente che dice ‘trasferiamoci su Marte’ non ha idea di quanto lo spazio sia crudele”, ha affermato con tono critico. “Sono solo persone che non hanno nemmeno la capacità di immaginare la distanza tra noi e lo spazio.” Tomino ha inoltre messo in discussione la logica di missioni interplanetarie: “Una volta arrivati su Marte con un razzo, cosa si fa per tornare indietro? Non esistono basi di rifornimento laggiù. Parlare di inviare uomini su Marte senza considerare questo è da dilettanti.”
Dalla colonizzazione al turismo orbitale
Tomino ha chiarito che, pur non avendo mai potuto esprimere apertamente questo scetticismo mentre lavorava a Gundam, non è mai riuscito a concepire un modo credibile in cui gli esseri umani potessero realmente emigrare nello spazio. Le colonie orbitali restano, per sua stessa ammissione, un costrutto narrativo funzionale ma lontano dalla plausibilità scientifica.
Ciò non significa, tuttavia, che l’autore non creda nelle potenzialità dell’esplorazione spaziale. Anzi, ha sottolineato come il Giappone dovrebbe puntare nei prossimi dieci anni su programmi di turismo orbitale. “Credo che dovremmo permettere a politici, militari, scienziati e anche leader religiosi di osservare la Terra dall’orbita bassa. Cambierebbe la loro visione del mondo”, ha detto. “Vorrei che anche i bambini potessero vivere questa esperienza, ma per farlo serviranno razzi completamente sicuri.”
L’intervento di Tomino, tanto lucido quanto provocatorio, ribadisce il valore simbolico e filosofico della fantascienza come strumento di riflessione sull’ambizione umana, ma invita a una visione più pragmatica e meno utopica delle reali possibilità offerte dallo spazio.
Fonti consultate: Automaton West.














